Essere uno showrunner (parte quarta)

Di che cosa si parla in questa quarta parte: il lavoro dello showrunner sarà sempre più complesso proprio per la sua natura vasta; il pitch.

Il mondo della televisione e dei media sono cambiati drasticamente e il lavoro dello showrunner non è più solamente scrivere ottime storie, ma scriverle in una maniera più multitasking, multimediale, per una audience maggiormente frastagliata e per piattaforme completamente diverse l’una dall’altra. Occorre, quindi, inventare storie di altissima qualità, pubblicizzarle in tutti i social media, adattarle e renderle visibili per ogni dispositivo (tablet, smartphone, smart tv, ecc).

I network competono fra loro, con social media e con la telefonia mobile, insomma, una concorrenza senza tregua per accaparrarsi la maggior parte di pubblico che diventa, ogni giorno, sempre più esigente. Per questo motivo lo showrunner dovrà essere sempre aggiornato, al passo con le nuove tecnologie e anticipare le aspettative degli spettatori.

Joss Whedon, showrunner di Buffy l’Ammazzavampiri, parla di qualcosa di bizzarro, esilarante, creativo, ma nella mente vive un pensiero fisso: “Questo dovrà vivere per sempre”, ossia la serie dovrà vivere e rinnovarsi quasi in “eterno”.

Ecco di che cosa deve tenere conto, oggi, uno showrunner: ho una bella storia da raccontare ma a chi la posso raccontare? su quali dispositivi verrà vista? quali tipologie di persone ne usufruiranno (età, sesso, etnia, nazione)? quale sarà il grado di propensione ricettiva dei fruitori (cultura, usi e consuetudini)? quanto sono stato capace di creare aspettativa? ho saputo spiegare bene il meccanismo del tax credit e dei props? quanto è conveniente fare questa serie, esiste un guadagno concreto, il budget e il business plan sono stati compilati correttamente? quale rapporto sono riuscito ad avere con i distributori e i produttori? il cast ha fiducia? girare in 5k mi dà la possibilità di vedere il prodotto su uno smartphone in Italia o in USA? e in Giappone o nelle Filippine? la mia storia ha delle possibili variazioni sul tema? può essere variabile o avere diversi finali ovvero uno aperto? la colonna sonora è abbastanza accattivante? la fotografia è perfetta? la regia ha saputo dimostrarsi all’altezza delle aspettative? E via dicendo.

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Essere uno showrunner (parte terza)

Di che cosa si parla in questa terza parte: come nasce lo showrunner – un po’ di storia; definizione; che cosa vogliono gli studio e i network

Tutto ha inizio da un’ossessione dell’audience (i.e. pubblico, follower sui social, navigatori seriali, web addicted, appassionati, collezionisti, gente del settore, ecc.)

Un’ossessione positiva: il conoscere, ma anche l’elogiare coloro che rendono una serie tv vincente. Uno showrunner, come si è già visto, è colui che studia la serie tv e la gestisce dall’inizio alla fine e in tutte le fasi della sua realizzazione. Questa figura prevede molteplici ruoli: direttore della fotografia, tender tax supporter e regista, sceneggiatore e scenografo.

Ecco che, dagli anni di internet, accanto ai nomi degli attori, sono comparsi i nuovi divi americani e non solo: JJ Abrams, Sarah Gertrude Shapiro, Frank Darabont, Martin Scorsese, Nick Pizzolatto, Vince Gilligan, Peter Gould, Marta Kauffman, David Crane, Darren Star, Christopher Lloyd, Steven Levitan, Julian Fellowes, David Benioff, DB Weiss, Alan Ball, Joe Weisberg, Gene Roddenberry, Rod Serling, Ronald D. Moore, Howard Gordon, Gideon Raff, Matthew Weiner, Terence Winter, Mark Frost, David Lynch, Joss Whedon, David Chase, Chris Carter, ecc.

Una lista infinita di persone che guadagnano milioni a stagione; creatori o ideatori di serie tv – come vengono impropriamente tradotti in italiano, ad esempio Wikipedia -, mentre, sull’Oxford Dictionary si parla di colui che “ha l’autorità globale e le responsabilità manageriali di un programma televisivo” mentre la Writers Guild of America (WGA), l’unione degli sceneggiatori e scrittori per la televisione, riconobbe il lavoro del produttore esecutivo fin dal 1941 nei crediti finali. Con loro si è aperta una nuova terminologia, nuove parole, nuovi tecnicismi che verranno affrontati nei prossimi post.

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Essere uno showrunner (parte seconda)

Di che cosa si parlerà in questa seconda parte: le storie da raccontare; lo showrunner nel dettaglio.

Quante storie: ricche di vita, di morte, amore, dolore, rabbia, gioia, odio, rancore, vendetta, amicizia, lealtà…si creano storie per mille motivi: per essere ascoltati, per emozionare, per condividerle, per fruirle e, oggi, ovunque, grazie ai tanti dispositivi, per averle come compagni di viaggio, di solitudine, di discussione.

“Essendo cresciuto con il cinema, a rischio di essere banale, per me ha sempre iul suo fascino stare in una stanza buia e ascoltare e vedere qualcosa. Io spero sempre di trovare lì delle risposte e delle sicurezze”, ha detto Tim Burton, uno dei geni del cinema post moderno. Callido.

Hook, ciffangher: sostanzialmente, creare storie per far dire ai fruitori, voi, “che cosa accadrà adesso?”.

Lo showrunner studia i personaggi, inserisce etopee verosimili; a volte è lalofobico. Paradosso? No. Poiché deve vedere parallelamente per immagini. Inoltre si addentra nei luoghi più nascosti dell’anima del personaggio, parla con gli elettricisti, elabora strategie di marketing e promozione, compila budget e preventivi, redige contratti, riporta leggi fiscali mondiali, studia le tasse, fa public speaking, insegna a recitare, esamina l’illuminotecnica, la scenografia, i costumi, gli angoli e la centralità delle inquadrature. Dà direttive al regista e agli sceneggiatori, presiede la writer’s room, è in contatto con la produzione e la produzione esecutiva, segue la distribuzione, dialoga con la segreteria di edizione. È la serie a 360 gradi.

Crea logline, treatement, script, screenplay, scale, montage…Onusto. Appagato. Occorre una forte dose d’ironia mista a malinconia, solitudine creativa, follia disordinata, scetticismo mirato, determinazione ostinata, devozione mistica e fiducia nelle proprie abilità.

Di che cosa si parlerà nella terza parte: come nasce lo showrunner – un po’di storia; la definizione dello showrunner; lo showrunner valido; che cosa vogliono gli studio e i network dagli showrunner.

To be continued …